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Depressione

Le cause possono essere molteplici, è possibile tornare ad avere un'erezione solida anche in età avanzata.

di Robert Davies     Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2018

Foto: Pixabay

Gli specialisti hanno analizzato quali sono le principali cause e i rimedi per giovani con disfunzione erettile tra i 60 e i 70 anni. Ecco come uscirne:

Depressione

La depressione è una patologia psichiatrica caratterizzata da episodi di cali di umore accompagnati principalmente da una bassa autostima e da perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli. Quando si è depressi tutto diventa impegnativo, persino alzarsi dal letto di mattina.

Normalmente chiamata anche “il male del secolo”, oggi è sempre più diffusa, anche se identificarla non è così semplice. In molti casi, purtroppo, si fatica addirittura a considerarla una malattia vera e propria.

Chi soffre di depressione prova un senso di angoscia costante e difficoltà nello svolgimento anche delle più semplici azioni quotidiane, con conseguenze negative sulle relazioni interpersonali. Solo grazie a un’adeguata conoscenza del disturbo depressivo è possibile permettere agli altri di offrire aiuto e uscirne.

Quando “nasce” la depressione?

L’insieme di sintomi che accompagnano la depressione sono stati descritti e classificati per la prima volta come uno dei disturbi dell'umore nell'edizione del 1980 del manuale diagnostico edito dall'American Psychiatric Association.

Quando si manifesta?

La depressione è una malattia fortemente invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona, influendo negativamente sulla vita familiare e lavorativa, sullo studio, sul sonno e sulla salute fisica. Ha dunque un grave impatto sulla routine quotidiana e sulla qualità della vita in generale.

Chi ne soffre si sente inadeguato e senza valore, considera il futuro incerto e pieno di difficoltà insormontabili. La cosa peggiore, però, è che si tende anche a considerare chi ci circonda come persone ostili, sebbene ciò non corrisponda quasi mai alla verità.

Le caratteristiche fondamentali della sindrome depressiva sono:

  • circadianità, ovvero il tono dell’umore è soggetto a fluttuazioni, spesso con ritmi giornalieri di tipo circadiano; di solito si verifica un peggioramento nelle prime ore della
    giornata e un modesto miglioramento nelle ore serali. Tali oscillazioni dell’umore costituiscono un aspetto peculiare della malattia.
  • fasicità, nel senso che è fatta di episodi; chi ha avuto uno o più episodi è propenso ad averne altri, un po’ come accade per le allergie stagionali.

Quante persone soffrono di depressione?

È un disturbo diffuso e quindi studiato approfonditamente. Sembra, infatti, che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione mondiale, con una frequenza maggiore tra le donne. È associata a un’elevata mortalità: fino al 15% degli individui con depressione grave muore per suicidio.[1]

Sembrerà banale, ma grazie al suo clima mite e alle sue numerose giornate di sole, l’Italia previene gran parte dei casi di depressione. L’incidenza di tale disturbo infatti è molto inferiore rispetto agli altri paesi del mondo: ad esempio, il rischio è del 3% contro il 6% della Francia e il 5,3% dell’Olanda. Lo racconta uno studio del dipartimento di salute mentale AUSL di Bologna.[2]

La percentuale di persone che hanno sofferto di una crisi depressiva nell’arco di tutta la vita è del 10% in Italia contro il 18,8% dell’Olanda, il 21,4% della Francia, il 14,5% del Belgio. Si può quindi dire che 1,8 milioni di italiani sono in questo momento depressi e che circa 6 milioni ne soffriranno o ne hanno sofferto durante la loro vita.

I farmaci sono la risposta giusta?

L’Agenzia del farmaco segnala che fra il 2000 e il 2009 il consumo di antidepressivi in Italia è aumentato del 76%. Un incremento notevole, ma è giustificato? Se la condizione è grave e dura da circa due mesi, è il caso di rivolgersi a uno specialista.[3]

Lo psichiatra è l’unica figura (oltre al medico curante) autorizzata a prescrivere farmaci antidepressivi. Il farmaco spesso fornisce un miglioramento momentaneo, ma la vera cura consiste nell'elaborazione di ciò che ha permesso il radicarsi della depressione.

Come viene diagnosticato il disturbo depressivo?

La diagnosi si basa sulle esperienze raccontate dal paziente, ma anche sul comportamento riportato da parenti o amici e su un esame dello stato mentale. Tuttavia, non esiste ancora un test di laboratorio per la sua diagnosi.

Quali sono i sintomi?

Chi soffre di depressione sperimenta almeno uno dei seguenti sintomi, che possono essere sia fisici che mentali:

  • perdita di energia
  • mancanza di appetito
  • insonnia o sonnolenza
  • ansia
  • ridotta concentrazione
  • indecisione
  • irrequietezza
  • senso di inutilità
  • consumo elevato di alcol o droghe
  • senso di colpa o di disperazione
  • pensieri di autolesionismo
  • nei casi più gravi, istinti suicidi.

Raramente capita che una persona depressa abbia contemporaneamente tutti i sintomi riportati sopra, ma se soffre quotidianamente di alcuni di essi è molto probabile che abbia un disturbo depressivo. Le idee di morte sono collegate agli stadi depressivi più acuti perché la malattia porta alla convinzione che non vi sia altra via d’uscita alla sofferenza se non la fine della vita.

La depressione nel bambino

Si presenta attraverso sintomi come isolamento, auto-stimolazioni, pianti che durano a lungo con o senza una ragione apparente, prolungati comportamenti masturbatori cronici e compulsivi, agitazione e instabilità psicomotoria, affettività incostante.

L’umore oscilla tra l’agitazione euforica e il pianto silenzioso e sono presenti anche dei comportamenti aggressivi. Vi sono difficoltà nel sonno con frequenti risvegli notturni, incubi e sonnolenza diurna, ai quali si aggiungono alterazioni dell’appetito.

La depressione nell’adolescente

Secondo un recente studio, i disturbi ansioso-depressivi di gravità tale da richiedere attenzione e cure sono comuni tra i 15 e i 18 anni. Ne soffre quasi un terzo dei ragazzi e più della metà delle ragazze. I cambiamenti di abitudine nel sonno e le difficoltà che questo comporta nel corso della giornata sono un tipico sintomo fisico di depressione nell’adolescente.

Questo perché l’adolescenza è un’età caratterizzata da intensa turbolenza emotiva e da una particolare vulnerabilità (per i cambiamenti del corpo, per la scuola, per le amicizie e i primi amori), che aumenta il rischio di soffrire di ansia e depressione. Proprio per questo è importante intervenire velocemente.

La depressione nell’adulto

Normalmente nell’adulto ha origine proprio da episodi adolescenziali, spesso trascurati o non diagnosticati. Certo è che il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.

Il fattore scatenante di solito è collegato a qualche evento stressante o a qualche tensione importante. Si può trattare ad esempio di un lutto, della fine di una relazione, della perdita del lavoro oppure di un evento positivo valutato come perdita, come la nascita di un figlio.

Le conseguenze

Tra le possibili conseguenze della depressione possono esserci anche dei problemi nella sfera sessuale. Nel caso dell’uomo, in particolare, può ridurre il desiderio e alterare il sonno (con ricadute negative sui ritmi biologici), causando una disfunzione erettile o l’eiaculazione precoce.

Una depressione maggiore può causare addirittura la completa perdita delle erezioni notturne associate alla fase REM. L’incapacità di concentrarsi sulle sensazioni piacevoli di eccitazione rende poi difficile ottenere e mantenere l'erezione.

La malattia può essere peggiorata da paure e problemi specifici, come ad esempio quelli legati alla paura dell'intimità sessuale o della perdita del controllo, all'angoscia di castrazione e ai sensi di colpa e fragilità.

Gli effetti di questi diversi fattori psicogeni provocano un vero terremoto nella testa dell’uomo, liberando nel sangue alte quantità di adrenalina che paralizzano l’erezione e/o ne pregiudicano la sua durata.

Cure: come uscirne?

Prima di tutto, il depresso deve imparare a chiedere aiuto. Poi, a seconda della causa o delle cause che provocano il suo disturbo mentale, può iniziare ad agire. Per uscire dalla depressione sono tante le terapie, ma quello che serve veramente è un approccio di ampio respiro.

Ecco alcuni tra i più comuni rimedi:

  • auto-aiuto e gruppi di ascolto
  • psicoterapia
  • un cambio nell’alimentazione
  • imparare a fare yoga, training autogeno o il metodo Wim Hof
  • integratori antidepressivi naturali
  • meditazione

I gruppi di auto-aiuto sono gruppi aperti, formati da un massimo di 15-18 persone, che s’incontrano con cadenza settimanale. Normalmente la partecipazione è gratuita. L’inserimento della persona depressa avviene grazie alla presenza nel gruppo di 2 o 3 facilitatori.

I facilitatori sono persone che hanno avuto direttamente o indirettamente un'esperienza di disturbo dell’umore. Si tratta quindi di volontari non professionisti che devono aver seguito un corso di formazione per aiutare chi come loro ha vissuto episodi depressivi.

Tramite la psicoterapia il paziente viene aiutato a uscire dallo stato depressivo attraverso diverse tecniche, che prevedono l’ascolto, l’uso della parola, l’interpretazione dei sogni, l’insegnamento di metodiche per ridurre i comportamenti distorti.

La psicoterapia non è altro che un colloquio clinico e in quanto tale lo strumento principale è la parola. Il primo colloquio è solitamente un colloquio di accoglienza, di analisi della richiesta del paziente che prevede una raccolta di informazioni riguardanti la storia personale del paziente. Solitamente una seduta ha una durata variabile tra i 45 minuti e un’ora.

Durante la prima seduta, si analizzano le ragioni che hanno spinto il soggetto a rivolgersi a uno psicoterapeuta, per poi arrivare nel giro di alcune sedute a una definizione specifica degli obiettivi terapeutici.

La depressione si combatte anche a tavola, cambiando la propria alimentazione. Meglio preferire il riso integrale e la pasta integrale, verdura e frutta di stagione in abbondanza, uova, legumi, frutta secca, alghe, cioccolato fondente e pesce azzurro. Sono tutti cibi che aiutano a regolare i livelli di serotonina grazie agli omega 3 e 6 oppure ricchi di vitamine e sali minerali.

Chi soffre di depressione dovrebbe eliminare dalla propria dieta i cibi ricchi di acidi grassi saturi e idrogenati che hanno un’influenza negativa sull’umore. La caffeina e i cibi molto carichi di zuccheri possono fornire una sensazione temporanea di benessere, ma portano a un senso di insoddisfazione e irritabilità.

Lo yoga rappresenta un altro valido aiuto perché riduce gli ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina, inducendo il rilassamento. Il training autogeno, invece, è una tecnica di rilassamento di interesse psicofisiologico, usata in ambito clinico nella gestione dello stress e delle emozioni, e nei disturbi psicosomatici. Infine, il metodo Wim Hof si sviluppa su tre fasi. Si parte con alcune posizioni dello yoga, a cui si uniscono docce fredde e per finire tecniche di respirazione specifiche, un po’ come avviene per il training autogeno.

Anche la fitoterapia viene in aiuto. Piante come biancospino, arancio, passiflora, melissa, camomilla, lavanda, tiglio e verbena odorosa hanno proprietà calmanti, perfette contro ansia e depressione. Combinate a minerali e vitamine, in integratori antidepressivi naturali di qualità, possono colmare il deficit di sostanze importante per l’organismo.

La meditazione è importante per ritrovare concentrazione, tranquillità e introspezione. La pratica meditativa permette di attenuare la tensione muscolare e ridurre la frequenza cardiaca e respiratoria. Ci vuole impegno e costanza soprattutto all’inizio, ma imparare a fermarsi e ascoltarsi aiuta ad affrontare meglio la vita.

Può anche essere utile tentare di cambiare alcune cose della propria vita, soprattutto quelle che non funzionano. Saper perdonare le persone che ci stanno accanto, dimenticare i problemi, accettare certe situazioni, perdonare e ringraziare, allontanarsi da persone negative: sono tutti cambiamenti che possono essere d’aiuto.

Meglio rinviare le decisioni importanti, come ad esempio un matrimonio, un divorzio o un cambiamento di lavoro. Sono grandi sfide, da affrontare solo con uno stato d’animo tranquillo e sereno.

Conclusioni

Combattere la depressione e vincere è possibile. La maggior parte delle volte è necessario un intervento integrato, che prevede tante soluzioni contemporaneamente. L’utilizzo dei farmaci si rende necessario solo nei casi più gravi, anche per attenuare i sintomi che renderebbero difficile il rapporto con il terapeuta o semplicemente la quotidianità del paziente.

Persino nei casi più gravi, è una malattia curabile nella maggioranza dei pazienti. Come avviene per molte altre patologie, più la terapia è precoce maggiore è l’efficacia e maggiori sono le probabilità di prevenire le ricadute.

Spesso, però, l’aiuto più grande arriva proprio da amici e familiari vicino alla persona affetta da depressione. È importante che l’individuo depresso sia aiutato costantemente e che il problema non venga mai sottovalutato. Parlare è fondamentale: di come ci si sente, delle decisioni da prendere, dei propri sentimenti.

È importante ricordare che l’umore migliorerà con gradualità, e non immediatamente. Mai credere alle guarigioni improvvise: spesso, durante le terapie antidepressive, il sonno e l’appetito inizieranno a migliorare prima che l’umore si sollevi. Mai abbassare la guardia e continuare a chiedere aiuto. Solo cosi si può guarire.

Informazione sull'autore

Robert Davies ha lavorato 11 anni con dottori specializzati in problemi sessuali e alla sfera psicologica.
Ha collaborato in ricerche su medicina tradizionale cinese e occidentale per il miglioramento della qualità della vita tramite erbe e farmaci.
Ha completato il corso di Nutrition and Health nella Wageningen University and Research.
É il Content Manager della rivista Sex and Health


NB: Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.
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