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Ansia

Le cause possono essere molteplici, è possibile tornare ad avere un'erezione solida anche in età avanzata.

di Robert Davies     Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2018

Foto: Pixabay

Gli specialisti hanno analizzato quali sono le principali cause e i rimedi per giovani con disfunzione erettile tra i 60 e i 70 anni. Ecco come uscirne:

Ansia

L’ansia è una reazione del tutto fisiologica che si presenta generalmente in presenza di un pericolo o una minaccia che potrebbe nuocerci. Il problema sorge quando si inizia ad avvertire ansia e preoccupazione in assenza di pericoli reali.

È in quel momento che diventa patologica, con il rischio di pregiudicare lo stile di vita e la salute. Nella testa scatta infatti un meccanismo che porta l’individuo ansioso a rinchiudersi in se stesso, con gravi conseguenze per il suo benessere mentale e fisico.

Nella maggior parte dei casi, la persona affetta da tale disturbo mette in atto un meccanismo per proteggersi attraverso una serie di comportamenti. Nel breve termine ciò può effettivamente essere d’aiuto, ma nel lungo termine si corre il rischio di amplificare le proprie paure.

Ecco alcuni esempi tipici di meccanismi protettivi pericolosi:

  • cercare continuamente di rassicurarsi o chiedere agli altri di essere rassicurato che le cose andranno bene;
  • essere perfezionisti e continuare a ricontrollare ossessivamente ciò che si fa, rischiando di porsi obiettivi troppo elevati per essere raggiunti;
  • evitare le situazioni potenzialmente portatrici di ansia, come ad esempio non guardare il telegiornale per evitare di ascoltare notizie di disgrazie o malattie;
  • rinviare esami e impegni importanti per timore di un risultato insoddisfacente;
  • tentare troppo attivamente di sopprimere la preoccupazione, concentrandosi eccessivamente sulla situazione.

Perché si manifesta?

L’ansia si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. Inoltre, è un sintomo caratteristico di stati depressivi, di neurosi (come fobia e ossessione) e di psicosi (delirio, schizofrenia).

Essa può anche essere causata da alcune malattie, come ad esempio l’angina pectoris, l’ipertiroidismo, l’asma e il diabete, o da un consumo eccessivo di alcuni tipi di farmaci o di droghe.

Persino la genetica può giocare un ruolo importante. Secondo un recente studio dell’Università Julius-Maximilians di Würzburg, alcune varianti del gene RGLB sarebbero all’origine di ansia e attacchi di panico.

Quante persone ne soffrono?

I disturbi d’ansia sono la patologia psichiatrica più diffusa al mondo. In Italia oltre 2.5 milioni di adulti ne soffrono ogni anno e oltre 8.5 milioni di persone hanno sperimentato almeno un disturbo nel corso della loro vita.

Quando compaiono i primi sintomi?

L’ansia può iniziare durante l’infanzia o l’adolescenza e continuare in età adulta. Può però apparire direttamente in età adulta e in un qualunque momento della vita, spesso in corrispondenza di periodi di transizione particolarmente critici o quando ci si trova di fronte a scelte difficili.

Chi è più a rischio?

Sono molte le categorie a rischio. Ecco le più comuni:

  • le persone che hanno subito shock intensi, come incidenti, lutti, fallimenti
  • le donne, tendenzialmente più soggette agli stadi ansiosi
  • chi svolge lavori stressanti
  • chi soffre di schizofrenia
  • chi soffre di malattie cardiovascolari
  • chi ha già avuto casi di persone ansiose in famiglia
  • chi ha subito violenze e abusi durante l’infanzia
  • chi abusa di farmaci eccitanti, come le anfetamine
  • chi abusa di barbiturici e farmaci ansiolitici
  • chi abusa di droga e alcol

Quali sono i sintomi?

Vi è capitato di avere episodi di tachicardia pensando a un impegno lavorativo che non riuscite a portare a termine? Agitarsi è normale, in casi come quello, ma ciò che fa la differenza è la durata di tali episodi, soprattutto se il problema all’origine si è in realtà già risolto.

Ecco alcuni altri sintomi costanti attraverso cui si manifesta:

  • palpitazioni
  • aumento della frequenza cardiaca
  • sudorazione
  • bruxismo
  • insonnia
  • senso di soffocamento
  • senso di pericolo imminente
  • senso di impotenza
  • nervosismo
  • respirazione veloce
  • iperventilazione
  • vertigini
  • tremori
  • nausea
  • perdita della voce

Secondo diversi studi, chi è affetto da ansia può trascorrere oltre la metà del tempo a preoccuparsi di eventi che non si verificano. Capita spesso che, scampato il pericolo, la persona riconosca la propria preoccupazione come eccessiva e spropositata.

Molte preoccupazioni riguardano eventi e situazioni quotidiane, come possibili disgrazie, fallimenti o giudizi negativi, ma possono riguardare anche i familiari, le relazioni sociali, il lavoro, lo studio, le malattie e le finanze.

Le tematiche più comuni tra le persone affette dal disturbo risultano essere problemi che possono presentarsi nel futuro, perfezionismo e paura di insuccesso, oltre che il timore di essere giudicati negativamente dagli altri.

Classificazione

In base alla classificazione medica, i disturbi d'ansia più frequenti sono catalogati come:

  • Disturbo d'ansia generalizzata (DAG)
  • Disturbo di panico e agorafobia
  • Fobie specifiche
  • Disturbo d'ansia sociale
  • Disturbo d'ansia di separazione

Chi soffre di ansia generalizzata prova costante preoccupazione per situazioni anche normali, come le routine quotidiane, le responsabilità, le questioni economiche, la propria salute, quella dei familiari, eventuali disgrazie che possono capitare. Esistono però altre insidiose forme, spesso sottovalutate, che possono portare a gravi problemi di chi le sperimenta.

Ansia da lavoro

L’ansia da lavoro è una delle più diffuse e colpisce ogni settore lavorativo, dall’operaio al manager. Può essere dovuta a pressioni per scadenze imminenti oppure a un ambiente ostile o poco piacevole, magari per colpa dei colleghi o del datore di lavoro.

Per sconfiggerla è importante concentrarsi sulle proprie capacità e prendere coscienza del fatto che gli inconvenienti possono sempre accadere e che sono una componente inevitabile nella vita lavorativa di tutti. Anche prendersi una pausa è consigliabile.

Ansia da prestazione

L'ansia da prestazione è un disturbo psicologico che si manifesta attraverso un particolare nervosismo nei momenti che anticipano attività impegnative o che richiedono una certa performance. Può presentarsi nelle competizioni sportive, in occasione di esami scolastici o nell'attività sessuale.

Normalmente l'ansia da prestazione è dovuta a eventi passati che influenzano il presente. Aver già sbagliato una volta, anche in altri ambiti diversi da quelli sportivi, scolastici o sessuali, può pregiudicare il presente, soprattutto se la persona ha problemi di autostima.

L’ansia provata durante la gara, l’esame o il rapporto sessuale ne compromette il risultato. Si instaura così un circolo vizioso, nel quale l'ansia causa il peggioramento delle prestazioni e il peggioramento delle prestazioni provoca l'aumento dell'ansia.

L’ansia da prestazione sessuale, in particolare, può avere grosse ripercussioni sulla vita intima maschile. Tale patologia trasforma l’uomo in uno spettatore severo, che giudica la propria prestazione sessuale. Non riuscire a mantenere un'erezione di qualità aumenta ulteriormente l'ansia nei tentativi successivi, portando a disfunzione erettilee eiaculazione precoce.

Altre forme minori di ansia

Sono tanti gli ambiti in cui si manifestano gli stati ansiosi. Ecco gli altri tipi che si possono verificare:

  • da aereo
  • alla guida
  • da risveglio
  • nei bambini
  • nei giovani
  • negli adulti
  • negli anziani
  • a scuola
  • università

Come viene diagnosticata?

La diagnosi si basa sulle esperienze raccontate dal paziente, ma anche sul comportamento riportato da parenti o amici e su un esame dello stato mentale. Tuttavia, non esiste ancora un test di laboratorio per la sua diagnosi.

La cura farmacologica

Lo psichiatra è l’unica figura (oltre al medico curante) autorizzata a prescrivere farmaci ansiolitici. La terapia farmacologica consiste principalmente nella somministrazione di benzodiazepine. La loro efficacia contro il disturbo è però limitata e un uso improprio può portare a dipendenza e assuefazione.

Le benzodiazepine provocano inoltre effetti sedativi e rilassanti che si possono rivelare pericolosi, per esempio alla guida. Altri farmaci ansiolitici non hanno gli stessi effetti collaterali, ma sono più lenti ad agire. Dopo il loro utilizzo infatti possono trascorrere anche 15 giorni prima di percepirne i benefici.

Il farmaco spesso fornisce un miglioramento momentaneo, ma la vera cura consiste nell'elaborazione di ciò che ha permesso il radicarsi dell’ansia.

Come curarla in maniera naturale

A seconda della causa o delle cause che provocano l’ansia, è possibile iniziare ad agire. Sono tante le terapie, ma quello che serve veramente è un approccio di ampio respiro.

Ecco alcuni tra i più comuni rimedi naturali contro l’ansia:

  • psicoterapia
  • un cambio nell’alimentazione
  • imparare a fare yoga, training autogeno o il metodo Wim Hof
  • integratori naturali
  • fare attività fisica
  • meditazione

Psicoterapia

La terapia d’elezione per il disturbo d’ansia è la psicoterapia, volte a indagare le cause psicologiche del disturbo e a elaborare strategie per affrontarlo. Tramite la psicoterapia il paziente viene aiutato a uscire dallo stato ansiogeno attraverso diverse tecniche, che prevedono l’ascolto, l’uso della parola, l’interpretazione dei sogni, l’insegnamento di metodiche per ridurre i comportamenti distorti.

La psicoterapia non è altro che un colloquio clinico e in quanto tale lo strumento principale è la parola. Il primo colloquio è solitamente un colloquio di accoglienza, di analisi della richiesta del paziente che prevede una raccolta di informazioni riguardanti la storia personale del paziente. Solitamente una seduta ha una durata variabile tra i 45 minuti e un’ora.

Durante la prima seduta, si analizzano le ragioni che hanno spinto il soggetto a rivolgersi a uno psicoterapeuta, per poi arrivare nel giro di alcune sedute a una definizione specifica degli obiettivi terapeutici.

L’ansia si combatte anche a tavola, cambiando la propria alimentazione. In particolare, gli acidi grassi omega 3 permettono di alleviare i sintomi dell'ansia e di migliorare l'umore perché sono in grado di abbassare i livelli di cortisolo e adrenalina, gli ormoni responsabili dello stress. Anche bere un paio di tazze di camomilla prima di coricarsi è importante. La camomilla contiene infatti due flavonoidi che favoriscono il rilassamento, ovvero l'apigenina e la luteolina.

Yoga, training autogeno e metodo Wim Hof

Lo yoga rappresenta un altro valido aiuto perché riduce gli ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina, inducendo il rilassamento. Il training autogeno, invece, è una tecnica di rilassamento di interesse psicofisiologico, usata in ambito clinico nella gestione dello stress e delle emozioni, e nei disturbi psicosomatici. Infine, il metodo Wim Hof si sviluppa su tre fasi. Si parte con alcune posizioni dello yoga, a cui si uniscono docce fredde e per finire tecniche di respirazione specifiche, un po’ come avviene per il training autogeno.

Integratori naturali

Gli integratori ansiolitici naturali di qualità possono colmare il deficit di sostanze importanti per l’organismo. Ad esempio, la lisina è un aminoacido che l'organismo umano non è in grado di sintetizzare, pertanto va assunto con l'alimentazione (carne, pesce, formaggio, latte, uova, soia, legumi) o attraverso formulazioni specifiche, combinate alla vitamina C. Insieme formano la L-carnitina, un biochimico che permette ai tessuti muscolari di usare l'ossigeno in modo più efficiente, migliorando fra le altre cose anche la tolleranza allo stress. Secondo diversi studi, le persone che assumono integratori ansiolitici naturali a base di lisina sperimentano minori episodi di ansia e stress.

Stare a contatto con la natura

La luce naturale aiuta ad aumentare i livelli di vitamina D, la cui presenza nell'organismo è fondamentale per ridurre l’ansia. Basta un quarto d'ora all’aria aperta per alleviare lo stress, magari in mezzo al verde e non in un'area urbana. Nel caso si abiti in città, è consigliabile cercare almeno un parco o una zona tranquilla dove passeggiare con calma e lontano dal traffico.

Attività fisica

Anche fare attività fisica fa bene: all’organismo sono sufficienti 21 minuti di esercizio fisico al giorno per ridurre in modo significativo gli stati ansiosi. E secondo un recente studio[1] sudare e aumentare la temperatura corporea permette il rilascio di serotonina, un neurotrasmettitore chiamato anche "ormone del buonumore", che favorisce il rilassamento.

Meditazione

La meditazione è importante per ritrovare concentrazione, tranquillità e introspezione. La pratica meditativa permette di attenuare la tensione muscolare e ridurre la frequenza cardiaca e respiratoria. Ci vogliono impegno e costanza, soprattutto all’inizio, ma imparare a fermarsi e ascoltarsi aiuta ad affrontare meglio la vita.

Conclusioni

La maggior parte delle volte è necessario un intervento integrato, che prevede tante soluzioni contemporaneamente. L’utilizzo dei farmaci si rende necessario solo nei casi più gravi, anche per attenuare i sintomi che renderebbero difficile il rapporto con il terapeuta o semplicemente la quotidianità del paziente. È importante ricordare che la situazione migliorerà con gradualità, e non immediatamente.

Spesso l’aiuto più grande arriva da amici e familiari vicino alla persona affetta da disturbo d’ansia. È importante che l’individuo ansioso sia aiutato costantemente e che il problema non venga mai sottovalutato. Mai dire frasi come “Ma che sarà mai! Si tratta solo di un po’ di preoccupazione, come capita a tutti…”. Parlare è fondamentale: di come ci si sente, delle decisioni da prendere, dei propri sentimenti.

Informazione sull'autore

Robert Davies ha lavorato 11 anni con dottori specializzati in problemi sessuali e alla sfera psicologica.
Ha collaborato in ricerche su medicina tradizionale cinese e occidentale per il miglioramento della qualità della vita tramite erbe e farmaci.
Ha completato il corso di Nutrition and Health nella Wageningen University and Research.
É il Content Manager della rivista Sex and Health


NB: Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.
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Foto: Ernesto Eslava


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